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Patrini: «Ascoltare la gente per trovare soluzioni concrete»

Gabriele Patrini, già sindaco per tre mandati e assessore, è una delle figure di maggiore esperienza amministrativa all’interno della lista civica Uniti per Offanengo. Medico ospedaliero in pensione, non ha mai smesso di appassionarsi alla vita del comune: «La politica vera è nei bisogni e nei problemi della nostra gente»

OFFANENGO – Gabriele Patrini, già sindaco per tre mandati e assessore, è certamente una delle figure di maggiore esperienza amministrativa all’interno della lista civica Uniti per Offanengo. Medico ospedaliero in pensione, non ha mai smesso di appassionarsi alla vita del comune e anche in questa occasione ha voluto dare il suo contributo.

Come valuta il lavoro svolto dalla giunta Rossoni?
«Il bilancio di questa tornata amministrativa è più che soddisfacente: il programma elettorale è stato realizzato, la situazione economico-finanziaria è solida. Sono stati raggiunti risultati importanti. Mi riferisco al completamento dell’asilo nido, alla ristrutturazione del cimitero e del monumento dei caduti. L’approvazione del regolamento sull’attrattività ha facilitato l’insediamento della Chromavis dimostrando che è possibile agevolare l’insediamento dei poli produttivi di qualità che possono dare una prospettiva di sviluppo anche sul piano occupazionale. Per i nostri giovani e per le nostre famiglie è un segnale di speranza».

Dopo tanti anni di politica attiva è giunto il momento di un’altra sfida. Quali sono le sue motivazioni?
«Ho sempre ritenuto che fosse naturale per un cattolico essere parte attiva nella propria comunità per realizzare il bene comune. Ho iniziato insieme ad altri giovani dell’Azione Cattolica l’impegno sociale con il volontariato: in oratorio, nel gruppo missionario, nel Settembre Offanenghese. Ho aderito al movimento giovanile della Democrazia Cristiana. Dopo l’università e la morte di mio padre, ritenendo la politica una forma alta di carità, mi sono messo a disposizione della nostra comunità con l’impegno amministrativo. Nel 1985 sono entrato in Consiglio Comunale nella lista della Democrazia Cristiana e per due tornate sono stato assessore. Nel 1995, dopo “mani pulite”, con lo sfaldamento di molti partiti storici si è costituito il gruppo ‘Uniti per Offanengo’ che ha riunito alcune forze politiche con diverse anime per mettere competenze, sensibilità e tempo al servizio del nostro paese. A fondamento del nostro agire abbiamo posto la dignità della persona, la vivibilità e sostenibilità’ ambientale, la famiglia come nucleo fondamentale della società e centro dei nostri affetti, il diritto al lavoro, la libertà d’impresa e di associazione nel solco di una politica autonomistica».

Che cosa vuol dire fare il sindaco di un comune come Offanengo?
«La lista civica Uniti per Offanengo è stata premiata dai cittadini di Offanengo e sono stato eletto sindaco. E’ stata un’emozione forte tra la gioia e il timore di non essere all’altezza, ma anche uno stimolo a tirar fuori il meglio di me. Sono stati anni che hanno richiesto un importante e costante impegno, sacrifici e tempo tolto alla famiglia, dovendo dividermi tra lavoro e cariche amministrative. Importante per superare questi ostacoli è stata la coesione e l’unità del gruppo e il supporto dei miei familiari. Consapevole che nella vita c’è sempre molto da imparare, se si sa ascoltare con umiltà ed attenzione, ho privilegiato il rapporto diretto con i cittadini nel trovare le soluzioni più consone alle necessità della comunità. Poiché ritengo che la politica vera è nei bisogni e nei problemi della nostra gente ho sempre cercato di mantenere un dialogo costante con le persone, come momento di ascolto e come disponibilità a mettermi in discussione. Essere amministratore in un comune è un osservatorio speciale che ti permette di conoscere meglio gli offanenghesi, le loro risorse, la loro intraprendenza, le loro difficoltà. Finora posso dire che è stata un’esperienza meravigliosa, che mi ha dato molto tra momenti alti e bassi, in particolare la soddisfazione quando riesci ad attuare quanto programmato o a dare risposte positive ai bisogni della gente. E’ bello e stimolante sentire la vicinanza e la gratitudine della gente; questo ripaga abbondantemente i sacrifici fatti ed è un incoraggiamento ad impegnarsi per fare sempre di più. Dopo tanti anni passati tra i banchi del consiglio comunale, compiuta una seria riflessione e sentendo ancora forte la voglia di fare, ho accettato di ripresentarmi per mettere a disposizione dei giovani e aggiungere alla loro vitalità e voglia di innovazione l’esperienza pluriennale maturata. Dopo questo lungo cammino al servizio della nostra comunità mi auguro di avere nuovamente la fiducia degli offanenghesi».

Quali sono le sfide del futuro?
«Anche se gli ultimi cinque anni sono stati molto produttivi c’è ancora molto lavoro da fare. Un progetto, in particolare, sarà strategico. Si tratta dell’intervento per l’adeguamento sismico e per il miglioramento energetico della scuola elementare e materna. Ma ci sono altri fronti sui quali agire. E’ già stato predisposto anche il nuovo piano per l’illuminazione pubblica. Appena approvato PTCP dovremo mettere mano al PGT in attuazione della legge sul consumo del suolo con il recupero delle aree dismesse e agevolazioni per gli interventi di ristrutturazione. Non si parte da zero. Abbiamo le idee chiare e sappiamo dove e come raggiungere l’obbiettivo. Bisogna solo dare continuità a quello che abbiamo fatto finora e proseguire con la stessa passione e umiltà. E’ il solo modo per conseguire i traguardi che ci stanno a cuore e che sono attesi dai cittadini».