Posted on / by wp_1383465

Vanzini: «Più impresa e lavoro per i nostri giovani»

Pier Antonio Vanzini ha 56 anni, sposato con un figlio, lavora come impiegato tecnico presso una ditta di Automazione Industriale. Si candida con la lista civica Uniti per Offanengo che sostiene il sindaco Gianni Rossoni: «Sono un cattolico e voglio mettermi al servizio della comunità». La sua intervista.

OFFANENGO – Pier Antonio Vanzini è un offanenghese doc, ha 56 anni ed è sposato con un figlio, lavora come impiegato tecnico presso una ditta nel cremasco che si occupa di Automazione Industriale. Si candida con la lista civica Uniti per Offanengo che sostiene il sindaco Gianni Rossoni: «Sono un cattolico e voglio mettermi al servizio della comunità». La sua intervista.

Perché si è candidato?
«Sono una persona che parla con franchezza. Sono un cattolico e per me la fede è importante. Mai come ora dobbiamo difendere la nostra identità. Non bisogna avere timore di mostrare la nostra appartenenza. Ci viene chiesto di togliere i crocefissi dalle scuole e, pur avendo grande rispetto nei confronti di chi ha idee e principi diversi dai nostri, non facciamoci prevaricare. Proprio di recente papa Francesco ha invitato i cattolici all’impegno in politica con coraggio. Dobbiamo mettere al centro l’essere umano con la sua natura biologica e le sue radici culturali. Correrò per la Lega di Matteo Salvini alle prossime elezioni comunali a Offanengo».

Come intende presentarsi davanti ai cittadini di Offanengo?
«In questi anni come militante mi sono impegnato nell’ascolto dei cittadini vivendo con loro la quotidianità e cercando di capire veramente quali fossero le loro esigenze e le priorità ponendomi come obbiettivo risposte concrete. Di parole, discorsi, dibattiti ne ho ascoltati e sostenuti tanti. I cittadini mi chiedono lavoro, e politiche per la famiglia. Sono due cose che vanno in parallelo. Senza un lavoro sicuro e precario come si fa a creare una famiglia? Dobbiamo mettere al centro il lavoro per i giovani e le politiche serie a favore di chi vuole costruire una famiglia. L’Istat ha certificato che nel 2050 l’Italia sarà composta per i 2\3 da anziani e immigrati di vecchia e nuova generazione. Solo un terzo saranno bambini, giovani e adulti italiani. Tutto questo deve far riflettere. Dobbiamo iniziare dal nostro comune ad invertire la rotta dando maggior sostegno alle famiglie».

Quali sono secondo lei le priorità?
«Nel nostro comune c’è una forte presenza di attività economiche, agricole, commerciali, artigianali e industriali. Segno che Offanengo che fonda le sue radici nel lavoro ed é un polo attrattivo per chi vuole fare impresa e produrre ricchezza. Bisogna avere la massima attenzione nei confronti di chi vuole investire in un’attività imprenditoriale. Dobbiamo lavorare sempre più intensamente in questo senso, però chiediamo anche una corsia preferenziale per quanto possibile per i nostri giovani e meno giovani in cerca di una occupazione. Che sullo sport si debba investire molto lo si evince dal fatto che é un volano educativo per i nostri giovani che imparano il rispetto dell’altro, il sacrificio, l’impegno, la responsabilità, la solidarietà e il sapere unico di una vittoria ma anche quello amaro della sconfitta che non abbatte ma deve spronare a fare ancora meglio. Bisogna poi essere molto attenti e vicini alle persone in difficoltà dando tutto l’aiuto possibile. Gli anziani e le persone diversamente abili devono essere collocati al centro delle politiche di sostegno».

Come sta vivendo questa esperienza?
«Credo che ogni cittadino che ha cura e ama il proprio comune debba anziché lamentarsi mettersi a disposizione per amministrare la cosa pubblica sia un giovane studente, un operaio, un impiegato, un laureato, un dirigente di azienda. Un grazie sincero va anche e soprattutto alle numerose associazioni e ai volontari che operano con impegno, dedizione e gratuità in svariati campi. Io ci sono e cercherò di metterci tutto il mio impegno».