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Cremonesi: «Scuola di qualità e libertà di scelta per le famiglie»

Silvia Cremonesi, assessore con delega all’Istruzione. Sposata, con due figlie, è stata eletta con la lista civica Uniti per Offanengo ed è pronta a continuare un’esperienza al termine della quale si sente di stilare «un bilancio molto positivo». Ecco la sua intervista.

OFFANENGO – Silvia Cremonesi è stata assessore con delega all’istruzione, Urp e comunicazione negli ultimi cinque anni della giunta Rossoni. Sposata, con due figlie, è stata eletta con la lista civica Uniti per Offanengo ed è pronta a continuare un’esperienza al termine della quale si sente di stilare «un bilancio molto positivo, anche se ciò non significa che sia stato sempre facile e senza fatica. Anzi l’impegno e la fatica devono essere sempre alti perché per me rappresentano il sinonimo di rispetto nei confronti dei miei concittadini a partire dai più piccoli fino a più grandi, senza alcuna distinzione».

La scuola è un tema centrale per la comunità…
«Decidere di fare l’amministratore pubblico espone giustamente a tante responsabilità. Ma è un ruolo che permette di ottenere grande soddisfazione. Fare le cose per gli altri, e farle bene, è un’opportunità straordinaria. Devo ringraziare le persone che in questi cinque anni si sono rivolte a me con gentilezza, cordialità, e sempre con una parola di incoraggiamento o un sorriso. Ho cercato di dare il massimo proprio per non deludere le loro aspettative. E anche quando mi sono trovata a gestire pareri differenti dal mio, mi sono sempre sottoposta all’autocritica cercando di trarre il meglio dai consigli ricevuti per individuare in modo condiviso le soluzioni più valide».

Che cosa ha fatto la differenza?
«La passione e la determinazione. Ho iniziato questo mandato come uno studente che si affaccia per la prima volta al mondo della scuola e si siede al banco per imparare, mi sono messa in ascolto con l’umiltà di voler imparare e come ogni studente ho iniziato a studiare per acquisire ogni giorno la competenza che veniva richiesta, sono entrata in ogni ambito in punta di piedi, con tanto rispetto consapevole che la mia figura ricopre un ruolo di passaggio, ma che desidera lasciare qualcosa di concreto al proprio paese. Ho riscoperto Offanengo sotto occhi diversi, ho conosciuto tante tantissime persone che ogni giorno si rendono disponibili per renderlo migliore, a tutti devo dire grazie perché solo quado si scopre e riconosce il valore di essere una squadra coesa si ottengono grandi risultati per il bene comune». 

Qual è l’intervento che avete realizzato e che reputa più utile per i suoi cittadini ?
«Dal punto di vista delle opere strutturali l’ultimazione dell’Asilo Niso “M. Bellino Capetti”, un’opera tanto attesa dalle famiglie offanenghesi, ha rappresentato una tappa decisiva. Ma anche la restituzione degli spazi alla scuola dell’Infanzia Statale Renato Contini a seguita di un’adeguata ristrutturazione, mi ha riempito di soddisfazione. Le famiglie e le insegnanti per anni, con tanta collaborazione, hanno accettato di spostarsi nei locali della scuola primaria per accogliere i bambini del nido. Hanno avuto molta pazienza. Speriamo di averli, almeno in  parte, ricompensati. Dal punto di vista più strettamente “educativo”, come amministratore mi sono impegnata a garantire attraverso una rete di collaborazioni tutte le condizioni per un buon funzionamento della scuola dando attenzione alla persona, garantendo il sostegno e il supporto organizzativo alla famiglie, cercando di valorizzare le risorse e di dar voce al nostro territorio. In questi cinque anni ho posto la mia attenzione alle tematiche legate al potenziamento dell’internazionalizzazione per l’acquisizione di competenze linguistiche migliori a favore dei nostri ragazzi. Dai più piccoli fino agli altri ordini scolastici. Credo che sia stata fatto anche un buon lavoro intorno alle tematiche dell’inclusione, chiedendo aiuto a figure competenti e specializzate per creare valide opportunità a tutti i livelli per le nostre famiglie».

Che cosa significa per lei mettersi al servizio della comunità ?
«Lo dice la parola stessa, dedicarmi alla mia comunità, come fa una mamma con il proprio figlio.Come? Mettendomi anzitutto in ascolto con rispetto ed umiltà, per potere essere efficiente ed efficace, con le giuste attenzioni che servono per saper prendere le decisioni migliori, anche quando magari non rispondono alle aspettative di tutti. Vuol dire rinunciare ad una parte di me per il bene del mio paese, consapevole di chiedere un grande sacrifico alla mia famiglia, a mio marito ed alle mie figlie Gioia e Camilla che mi hanno sempre sostenuta ad aiutata. A loro devo dire un grande grazie di cuore, consapevole che senza il loro aiuto non riuscirei a portare avanti tutto. La Famiglia è per me un dono ed un valore, un tesoro da custodire, e sono state proprio le mie figlie che hanno risvegliato la mia passione per il bene comune. E’ da quando è nata Gioia, ormai 11 anni fa, che ho frequentato il mondo della scuola sotto diversi ruoli e che ho iniziato a dedicare il mio tempo alla comunità».

Quali sono gli obiettivi del prossimo mandato ?
«Se avrò la possibilità di proseguire questa esperienza, il mio impegno sarà sicuramente rivolto a mantenere un’istruzione di qualità come requisito fondamentale per educare i nostri ragazzi che, non dimentichiamo, saranno i cittadini adulti del futuro sui quali investire le nostre energie. Incentivare e migliorare la collaborazione fra scuola pubblica e privata. Credo molto in questa relazione, quale valore aggiunto e formula vincente per i nostri ragazzi. Incentivare e migliorare sempre di più la collaborazione con le associazioni del territorio, l’Istituto Comprensivo, la parrocchia e l’oratorio. Mantenere il sostegno alla scuola dell’ Infanzia paritaria Regina Elena e contemporaneamente tenere alta l’attenzione alle esigenze della scuola dell’Infanzia Statale Renato Contini. Il tutto nel rispetto delle libere scelte delle Famiglie. Ma il sogno nel cassetto è lavorare in  sinergia con la scuola per una proposta scolastica futura bi-lingue».