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Forner: «La nostra comunità è viva e solidale»

Pierangelo Forner, 53 anni, medico ospedaliero e assessore ai Servizi Sociali della giunta in carica, spiega le ragioni e i progetti che stanno alla base della sua ricandidatura con la lista civica Uniti per Offanengo

OFFANENGO – Si ricandida con la lista civica Uniti per Offanengo Pierangelo Forner, 53 anni, medico ospedaliero e specialista presso l’ospedale Maggiore di Crema, già assessore ai servizi sociali e alla famiglia nella giunta Rossoni. Forte di un’esperienza di cinque anni, Forner vuole continuare a lavorare per il bene della comunità. Ecco l’intervista nella quale spiega le motivazioni e i progetti che stanno alla base della decisione di ricandidarsi.

Nella giunta in carica ha svolto un incarico molto importante. Il suo bilancio di questi cinque anni…

«Fermo restando che sono i cittadini di Offanengo che devono giudicare, e hanno tutte le capacità e gli elementi per farlo, posso dire che sono stati cinque anni molto impegnativi ma entusiasmanti. Soprattutto all’inizio. Temevo di non essere all’altezza del compito e della fiducia che mi è stata data dal sindaco Rossoni. Poi, grazie al senso del dovere che mi caratterizza e ad un intenso lavoro di squadra con i funzionari e con i colleghi della giunta, le cose si sono fatte più agevoli. Abbiamo creato il contesto migliore per fare un buon lavoro e che si fonda sull’equilibrio tra la passione per l’impegno civico e l’esperienza consolidata di chi, come Gianni Rossoni, ha una conoscenza approfondita dei meccanismi e delle dinamiche amministrative. Sono stati cinque anni in cui non abbiamo mai derogato rispetto al raggiungimento dell’obbiettivo finale: il buon governo della cosa pubblica. Sul piano umano è stato meraviglioso. Ho potuto conoscere tanti offanenghesi, capire le aspettative e i bisogni della comunità, ideare e realizzare progetti concreti. Il comune è l’istituzione più vicina alla gente e deve fornire risposte praticabili in tempi certi. Fare l’amministratore è una grande responsabilità ma rappresenta anche un grande stimolo e, quando riesci a risolvere i problemi delle persone, provi una soddisfazione enorme che ti spinge ad andare avanti anche nei momenti di difficoltà. Ringrazio i cittadini di Offanengo per l’occasione che mi hanno dato, spero di essere stato all’altezza e di raccogliere nuovamente la loro fiducia».

Quali sono gli interventi che avete realizzato e che reputa più importanti per la vita comune?

«Credo che la nostra amministrazione abbia raggiunto diversi traguardi di rilievo. Ma alcuni mi stanno particolarmente a cuore, forse perché rientravano nelle mie competenze. In linea generale siamo riusciti a mantenere i servizi e la qualità a livelli elevati pur in una situazione di bilancio non facile. Nello specifico ho apprezzato molto la creazione del Polo sociale di Offanengo. Da diverse legislature, all’interno del sub ambito di Soncino e del distretto cremasco, si parlava della realizzazione di poli territoriali. Finalmente dal 2017 con il comune di Izano, e dal 2018 con il comune di Ricengo, abbiamo centrato l’obbiettivo. Ben 10mila cittadini sono seguiti dal servizio sociale di Offanengo con professionalità ed attenzione dando così maggiori servizi agli utenti. Dal lunedì al sabato garantiamo la presenza di due assistenti sociali  per i cittadini che ne fanno richiesta. Un passo in avanti che prima non sarebbe stato possibile».

Che cosa significa mettersi al servizio della comunità?

«Prima di tutto ascoltare i cittadini. Sembra scontato ma non è semplice quando alla parola ascoltare dai un significato autentico e sincero. Ascoltare vuole dire capire i problemi, e poi agire, dove è possibile celermente e con discrezione. E’ doveroso intervenire con efficacia quando è necessario. Ma a volte, ed è qui che ascoltare fa la differenza, le persone hanno solo bisogno di credere maggiormente nella possibilità di risolvere le proprie difficoltà con le loro forze. Detto questo, i nostri valori e la promessa che abbiamo davanti ai cittadini ci ha sempre spinto a non lasciare mai indietro nessuno. La nostra è una comunità viva e solidale».

Che cosa si aspetta dai prossimi cinque anni?

«Se gli elettori vorranno rinnovare la loro fiducia nei nostri confronti lotteremo certamente per mantenere gli standard qualitativi attuali e, su alcuni punti specifici, assicurare dei miglioramenti. Sul piano del metodo di lavoro ho scoperto che è importante fare gruppo con gli altri assessori e, in particolare negli ambiti della scuola e della cultura, potremo lavorare in modo più proficuo se riusciremo a collaborare come ho in mente. Una priorità sarà creare tavoli di ascolto e programmazione con il “terzo settore” facendo tesoro dell’esperienza di “Fare Legami” che è risultata utile e preziosa. Credo molto nella partecipazione e nel modello di democrazia in cui sono i cittadini a immaginarsi come i protagonisti della vita pubblica. Solo in presenza di questo tipo di stimolo e di impulso le istituzioni possono operare al meglio delle loro possibilità».